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Viaggio di nozze – parte 2: il Cammino Portoghese

Come vi abbiamo raccontato nella prima parte del nostro racconto, dopo il Portogallo abbiamo scelto di percorrere a piedi una parte del Cammino di Santiago.

E’ qui che inizia la vera esperienza: in autobus abbiamo raggiunto il confine spagnolo ed esattamente TUI, cittadina spagnola (ma dove tutti parlano portoghese!) dalla quale parte il nostro Cammino! Se vi state chiedendo quanto ci siamo portati nello zaino, la risposta è: troppo! In realtà siamo stati abbastanza bravi, non superando i 7 kg a testa totali, ma ci siamo resi conto che il peso ideale sarebbe stato intorno ai 5 kg: le gambe (più che le spalle) sentono ogni singolo grammo quando si cammina per tanti km!

A Tui abbiamo conosciuto una coppia californiana e due ragazze tedesche con cui abbiamo condiviso la cena e che ci hanno subito fatto respirare l’accoglienza pellegrina: loro erano in viaggio da Lisbona, e il loro è stato un super comitato d’accoglienza inaspettato, che ci ha fatto partire carichissimi il mattino dopo!

TUI – O PORRINO (18 km): per la nostra prima tappa abbiamo scelto un percorso alternativo che ci hanno suggerito in hotel, abbiamo fatto qualche chilometro in più ma è stato decisamente meglio, gli altri peregrinos si sono trovati a camminare sull’asfalto della zona industriale! E’ stata dura perché non eravamo minimamente pronti, ma a posteriori possiamo dire che è stata una tappa piacevole. A O’ Porrino siamo incappati nei festeggiamenti di “Porrigalia”, una sorta di festa paesana che prevedeva vari giochi divisi in squadre (Galli, Egizi, Romani, Vichinghi..) e abbiamo mangiato per pochi euro un hamburger gigante in una ottima Hamburgueseria in centro!

O PORRINO – REDONDELA (15 km): Dopo una colazione fantastica nella pasticceria “Amaquia” (da non perdere!), siamo partiti per la seconda tappa. Tappa facile, molto bello il paesaggio (in particolare il paesino Mos con i suoi originali spaventapasseri) ma molto asfalto… Abbiamo notato subito come a Redondela fossero tutti super gentili rispetto ad altre cittadine: anziani che ci hanno dato informazioni e raccontato la loro vita, baristi che ci hanno offerto assaggi extra, farmacisti super gentili (abbiamo dovuto occuparci di qualche problemino alle caviglie!)… insomma, ci è quasi dispiaciuto andarcene!

REDONDELA – PONTEVEDRA (14 km): La nostra terza giornata di cammino non parte nel migliore dei modi… non avevamo calcolato che il 25/07 è San Giacomo, e quindi tutti vanno in ferie (anche l’hotel in cui rischiamo di rimanere chiusi dentro)… Cerchiamo disperatamente un bar dove fare colazione, ma è davvero tutto chiuso! Troviamo un bar aperto ad Arcade, preso d’assalto dai pellegrini.. ma poi il nulla, nemmeno una fontana! Occhio quindi a fare scorta di acqua… Dopo 12 km, a Soutomaior, incrociamo il Cafè Pepe che per due the freddi con ghiaccio al tavolo ci chiede solo 3 euro… La Galizia è così! 🙂 Arrivati a Pontevedra, ci rendiamo subito conto che la città vale una visita, quindi dopo esserci lavati e rifocillati alla Pulperia più buona che incontreremo in tutto il cammino (Pulperia As Campas, vicino alla piazza principale), camminiamo senza meta nelle stradine attardandoci a rimirare la gente che balla in piazza (per la festa di San Giacomo o lo fanno sempre?), vicino alla chiesa di San Francesco.

PONTEVEDRA – CALDAS DE REIS (23 km): Tappa impegnativa, quindi decidiamo di partire alle 5 del mattino sotto le stelle e alle 9 circa siamo nei dintorni di San Amaro dove ci sono dei punti ristoro. Facciamo l’errore di sopravvalutare le nostre forze e, complice google maps che fa i capricci non facendoci più capire in che posizione siamo, arriviamo distrutti alle 11.30 a circa 2 km da Caldas. Ci mangiamo uno dei panini più giganteschi mai visti nel primo bar incontrato, poi in mezz’oretta raggiungiamo Caldas de Reis, uno splendido paesino che ci accoglie subito con fiumi, laghetto e le sue acque termali. A saperlo prima, ci saremmo fermati un giorno in più per visitare uno degli stabilimenti termali del paese! Mangiamo al ristorante “O Muino” proprio sul fiume, e poi esausti andiamo a riposarci nell’hotel più bello di tutto il percorso (Casal do Celenis, a qualche km da Caldas) con la splendida accoglienza di Paula che ci farà assaggiare le migliori tortillas della Galizia!

CALDAS DE REIS – PADRON (18 km): ormai abbiamo preso il ritmo, e queste distanze non ci spaventano più. In ogni caso, quando leggiamo sulla guida che questa tappa è quasi rilassante non ci crediamo, eppure è proprio così. I km scorrono, i problemi alle caviglie sembrano migliorare, e dopo aver incontrato Julio, ex postino del paese che cerca di farsi offrire un quartino, siamo velocemente al Bar Esperon per una brevissima tappa caffè. Essendo partiti tardissimo, soffriamo un po’ il caldo, ma la tappa è davvero facile. A Padron ci accoglie il fumo (e il puzzo) di una una ingombrante fabbrica che incombe sulla città. L’impressione non è delle migliori, soprattutto dopo la ridente Caldas. L’Albergue Flavia da fuori sembra un edificio post comunista, ma dentro si rivela carino ed accogliente. Mangiamo i famosi pimientos de padron e chiediamo una mappa della città al punto informativo in Av. Compostela, dove ci sono banche e supermercati. Domani ci aspetta una grande tappa!

PADRON – SANTIAGO DE COMPOSTELA (24,5 km): partiamo alle 5.30 per evitare il caldo, il cielo è nuvoloso ma il primo tratto è illuminato e non ci sono problemi. Finora siamo stati graziati dal meteo! Incontriamo già dei pellegrini, che ci superano quasi correndo senza rivolgerci la parola,  e capiamo che questa tappa sarà caratterizzata da una triste e inutile competizione… Camminiamo bene, senza problemi, e alle 11.30 facciamo tappa a Milladoiro per una seconda colazione. Mancano ormai 8 km a Santiago e decidiamo di prendercela con calma, e alle 12.45 arriviamo in Piazza Obradoiro insieme ad una simpatica coppia di bresciani che abbiamo incrociato più volte durante il cammino. Rincontriamo tutti, i californiani, le tedesche: l’emozione è fortissima, dopo tutti i km percorsi! Mangiamo benissimo a “O recuncho d Fonso” in rua do Horreo 96, e poi ci mettiamo in coda all’ ufficio del pellegrino per ritirare la Compostela (nel nostro caso, per motivi turistici): noi abbiamo richiesto anche il documento che attesta i km effettuati (costa 3 euro), ve lo consigliamo!

E’ inutile dirlo, ma è stato davvero emozionante: pur avendone fatto solamente una parte e non per motivi religiosi, è stato incredibile quanto soli sei giorni di cammino abbiano stimolato tante riflessioni in noi.

Dal desiderio di essenzialità, di liberarsi dal superfluo, alla resistenza e caparbietà nel portare avanti un obiettivo (insieme), alla percezione dell’appoggio da parte degli altri, la solidarietà nei sorrisi, in una parola, nella semplice domanda “Tutto bene?”, e infine la ricerca e la scoperta di un ritmo comune nel camminare fianco a fianco, la soddisfazione di raggiungere una tappa, superando le difficoltà fisiche e mentali…

La domanda ora è: a quando il prossimo cammino?